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:: be water my friend ::

(pubblicato il 23/03/2008)

 

Insegno già da parecchi anni, e la strada che propongo non è facile da seguire, non ci sono mai troppi agganci a cui aggrapparsi e sentirsi appagati e sicuri.
Sono fermamente convinto, che questo continuo senso di inadeguatezza sia fortemente evolutivo, sono altrettanto consapevole che allontana molte persone che vorrebbero praticare semplicemente un' attività motoria alternativa, senza implicazioni psicologiche e difficoltà di vario genere.
Credo che dall’ordine si debba necessariamente passare al caos, e all’interno di questo caos mantenere un nostro ordine. In verità tutto il mio percorso è racchiuso qui.
Banalizzando questa riflessione, pensiamo ad esempio ad un’aggressione; nasce sempre in un momento di difficoltà, la si vive prima e dopo (in genere non durante) con forte stress, senza conoscere risvolti ed implicazioni, investiti da emozioni di paura o di aggressività.
Ho sempre pensato che per combattere occorra svuotare la mente dalle emozioni, essere freddi e lucidi, lasciare che il corpo si adatti da solo. NON è così. Ho sbagliato! Dovrei affidarmi così a semplici automatismi, che non sono stato capace di far evolvere in spontaneità.
L’emozione è alla guida del mio spontaneo adattamento e non parlo riferita solo al semplice combattimento ; l’emozione è il linguaggio universale, che può rendere tutto possibile.
Personalmente non riesco a sperimentare l’emozione, nella calma assoluta, trovo una palestra naturale nell’esplosione, nel fiorire, nel godere o nel soffrire dell’emozione stessa.
Cerco sinceramente di aiutare i miei allievi a crescere, perché così facendo mi accorgo che cammino più veloce, non creo dogmi, ho smesso di parlare, di consigliare libri, non ho più voglia di parole. Ognuno di essi ha bisogno di un’attenzione diversa, nessuno è uguale e pertanto ha diverse esigenze. Diverse, come sono le interpretazioni che ognuno da al mio insegnamento, in funzione del proprio carattere, delle proprie aspettative.
È un po’ come guardare un specchio d’acqua in una giornata di sole, vorresti vedere la profondità del fondale ma l’acqua rispecchia solo il tuo volto.

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<...se ci guardiamo attorno, possiamo vedere che molte arti vengono vendute come merci.
Gli uomini utilizzano le loro risorse per vendere sé stessi: è come separare il seme dal fiore ed attribuire valore soltanto al fiore. Il questo spirito, sia chi insegna sia chi apprende si preoccupa soltanto di abbellire e mostrare delle tecniche, cercando di accelerare la fioritura. Una conoscenza superficiale è più dannosa dell’ignoranza...> Miyamoto Musashi ( Il libro della terra)

 

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