:: apertura mentale ::
(pubblicato il 11/01/2008)
La cosiddetta apertura mentale, è un argomento estremamente controverso e di difficile definizione, ma di importanza vitale nell’arte marziale e ovviamente nella quotidianità.
In genere definiamo questo stato in termini di profondità di pensiero, di larghe vedute, di intelligenza,di talento, creatività, fantasia. L’apertura mentale è composta da due modelli, l’apertura alla cultura e l’apertura all’esperienza. La prima prende in considerazione la tendenza ad acquisire sempre nuove conoscenze, mentre la seconda vive nella predisposizione positiva nei confronti della novità, e soprattutto crea la capacità di considerare ogni cosa da più prospettive, con il risultato di un’apertura nei confronti di stili di vita, di valori o di ogni diversità. In verità, una persona con questa attitudine difficilmente vede diversità, bensì angoli di visione differenti.
La mia splendida Tìnuviel ha questa attitudine particolarmente spiccata, ho faticato non poco a capire questa sua naturale disposizione verso tutto, questo suo guardare pulito che diventa immediato e non lungo e tortuoso. Ho scritto spesso che la cosa che più mi meraviglia, è il fatto di trovare costantemente sulla mia strada, persone particolarmente dotate, che arricchiscono di continuo il mio cammino.
È strano, non credo neppure di meritarlo e neppure mi affanno a cercare, eppure continuamente mi ritrovo non so come ad un appuntamento non prefissato. È ovvio che il mio lavoro in palestra sia sempre in movimento,e risenta di tutto questo.
In passato, spesso mi si chiedeva di ripetere più volte la stessa lezione, al fine di metabolizzarla per bene e solo dopo passare alla prossima. Soprattutto erano le ragazze, che ambivano ad un’esecuzione precisa e corretta. Allora non si capiva ancora che un metodo del genere non sarebbe mai stato utilizzabile e soprattutto non si vedeva che continuavo e continuo a proporre la stessa identica cosa; solo vista da angolature diverse. E allora il kata, il kumite, gli schemi in singolo o a coppie, il coltello, il colpitore, i bastoni, Shuri o Naha, sono solo i mezzi per sperimentare la stessa cosa.
Io stesso, sebbene mi reputi piuttosto duttile in questo ambiente, sono caduto poco tempo fa in questa trappola. Lo studio del Dim mak (l’unica cosa che in verità cercavo da molti anni), mi ha portato (invece casualmente) ad incontrare lo studio del combattimento filippino, è stato abbastanza traumatico, soprattutto per l’utilizzo (sempre con il partner) delle armi, e per la visione feroce dell’arte, apparentemente molto lontana da quella cino/giapponese. Ebbene al termine della prima traumatica lezione, mentre mi accingevo al viaggio di ritorno, la mia mente ha cominciato a fornirmi una serie di alibi, del tipo: -in fondo non mi capiterà mai di dover tagliare le arterie a qualcuno - ; - non vado mica a fare shopping con il bastone di rattan oppure al cinema con un coltello kerambit – che senso ha ricominciare a studiare un nuovo metodo, non sono né un killer e neppure un collezionista di stili. – è comunque è difficile!!!! –
Il giorno dopo invece tutto era molto diverso. Non vi era proprio nulla di differente, se non l’uso di un’attrezzo, ma quello è un’optional, uno strumento; la struttura invece è la stessa, dovevo essere consapevole solo di quella (la sola cosa reale).
Sicuramente, in assenza di stress emotivo sarebbe stato invece facile capirlo da subito. Il mio ego era molto arrabbiato, perché la sera prima mi ero fatto <sconfiggere>, quando c’erano invece tutti i mezzi per evitarlo. Adesso mi capita che mi si chieda da quanti anni pratico, e sembra strano che io non abbia mai tenuto in mano un’arma del genere.
Non è un’affermazione egoica, voglio semplicemente ribadire che pur con le normali difficoltà di adattamento, una volta compresa quale sia la struttura e quale il vestito, tutto è più semplice.
Ciò mi ha fatto comprendere che l’apertura mentale è un meccanismo che scatta prima dell’elaborazione di una qualsiasi strategia con la quale fronteggiare un attacco in palestra oppure una concreta situazione della vita quotidiana. E che fornisce la possibilità di vedere più cause che hanno generato uno stesso comportamento, oppure al contrario più comportamenti per una stessa causa.
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